Sex and the City… di nuovo tu, di nuovo io

Io con Sex and the City ci sono cresciuta, in senso letterale.

Ho iniziato a vederlo quando ero “una giovanissima donna”; a quei tempi  le trentenni mi sembravano donne appartenenti ad un mondo lontanissimo nel tempo e nello spazio.

Mi chiedevo ma come sarà la mia vita quando avrò l’età di Carrie?

Il tempo è trascorso (la serie è anche finita) e io mi sono ritrovata a varcare la fatidica soglia dei trenta (e sono andata anche oltre) .

Nonostante ciò, anche se ormai conosco i dialoghi a memoria, nei momenti di crisi, di stallo, di dolore, senza neanche pensarci mi ritrovo a vedere un episodio a caso, uno stralcio del film, una scena qualsiasi.

E subito vengo proiettata nuovamente in quella fiaba metropolitana fatta di lustrini, scarpe stupende e donne che con il trascorrere del tempo si sono sempre più avvicinate a me.

Se prima temi come la maternità, il matrimonio, la convivenza e le prime rughe mi sembravano lontani ora, tra una splendida borsa ed un vestito da sogno, in quelle parole ci sono anche io.

E ora, in un ennesimo momento di crisi, di cambiamenti, di dolore e riflessione mi sono ritrovata, senza neanche pensarci a rivedere Sex and the City. Netflix mi propone il film ed eccomi qui a rivedere le prime scene: Carrie sposa quarantenne.

Fermi tutti hanno detto quaranta…

Quaranta un’altra età che sembra lontana ma io ne ho appena compiuti 35 di anni e quindi… quindi sono nel mezzo.

35, una relazione stabile e splendida da 12 anni che è divenuta convivenza da 3. Di matrimonio se ne parla, ma senza fretta ed ansie, di figli anche, ma nel mezzo motivi di lavoro, di salute e tante altre cose.

Ma oggi non voglio scrivere di una donna di 35 anni che non è ancora sposata e che non ha figli (ad oggi queste cose per me non sono un problema, diciamo meglio ORA NON LO SONO PIU’) ma di una donna che si è resa conto di avere 35 anni e di trovarsi in un momento di quelli in cui si rifugia  in un telefilm perché non contenta, perché sul bilico di una scelta, perché spaventata (anzi terrorizzata), perché cresciuta,  piena di ferite e cicatrici che non ha ancora imparato a gestite.

Cosa manca a me che ora di anni ne ho 35, cosa manca a me che ora ho l’età per sedermi al tavolo della colazione del  sabato mattina con Carrie,  Samanta, Charlotte e Miranda?

Perché sentire che ora Carrie di anni ne ha quaranta mi ha colpita come un fulmine a ciel sereno?

Perché io di anni ne ho pochi in meno e non  ho ancora imparato a prendermi cura di me ed a mettermi al primo posto, perché ho ancora un sogno, sempre lo stesso, che puntualmente professo e non realizzo.

E pur di non dar voce a questo sogno mi faccio male, non faccio ciò che dovrei fare, divento disattenta su cose per me quasi vitali e mi butto a capofitto in situazioni che sono pantani di frustrazione, di mancata realizzazione, di tristezza e rimpianto.

E se per Carrie l’ultima occasione di comparire sposa sulle pagine di Vogue sono i fatidici 40 forse per me è arrivata l’ora di fare ciò che davvero voglio.

 

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